mercoledì 25 giugno 2014

Al via l’edizione 2014 di “Cammina per il Parco”

Si rinnova l’appello delle associazioni e dei cittadini per l’istituzione del Parco Nazionale della Costa Teatina Giovedì 26 a Francavilla al Mare in località la Sirena prende il via “Cammina per il Parco” edizione 2014 per raggiungere, in quattro tappe, il Biotopo di San Salvo marina.

Organizzato dalla Costituente per il Parco Nazionale della Costa Teatina la manifestazione ha l’obiettivo di percorrere la costa teatina, camminando lungo l’ex tracciato ferroviario, per raccogliere dati sulla flora e sulla fauna del litorale, lungo quello che dovrebbe diventare il Parco Nazionale della Costa Teatina.

L’intero percorso verrà effettuato, come lo scorso anno da Marco Terrei, Andrea Natale e Lino Salvatorelli, volontari del WWF e dell’ARCI ma tutti coloro che vorranno potranno aggiungersi e vivere per mezza giornata, per un intera tappa o anche per l’intero tratto l’esperienza dell’escursione naturalistica.

Con la macchina fotografica e la telecamera, osserveranno il territorio cercando di cogliere i cambiamenti che hanno interessato quest’area dallo scorso anno ad oggi. Osserveranno le diverse attività che insistono sulla Costa; operatori della pesca, traboccanti, gestori di bar e bed & breakfast, venditori ambulanti e gestori di stabilimenti balneari, questi esprimeranno le loro opinioni su un territorio che da anni aspetta un Parco che li unisca sotto un unico marchio e dia loro quella opportunità che altrove produce ricchezza.

Ovunque le aree protette muovono intesi flussi finanziari attraverso la valorizzazione delle risorse naturali e una attenta programmazione dello sviluppo del territorio in armonia con le peculiarità di quest’ultimo. La capacità di intercettare le poche risorse disponibili dovrebbe essere la prerogativa di una classe politica che finora non ha saputo dare le giuste riposte al tessuto economico-sociale che invece è stato volutamente spaccato tra pro parco e contro, di fonte alla possibilità di completare l’iter procedurale di istituzione del Parco.

La valorizzazione dei prodotti agricoli locali come olio, vino e frutta e la creazione di una rete di punti accoglienza incrementerà la possibilità di accogliere ospiti da ogni regione d’Italia o da altre nazioni al fine di ridare vitalità a questo territorio a vocazione agricola ove le piccole dimensioni delle attività imprenditoriali sono la normalità.

Nella edizione 2013 Cammina per il Parco ha rilevato le condizioni dell’ex tracciato ferroviaria ponendo l’accento sul fatto che l’erosione marina sta mettendo in pericolo la futura Via Verde e che interventi di ingegneria naturalistica saranno necessari per poterla rendere fruibile alle numerose persone che aspettano di potervi passeggiare a piedi, in bici piuttosto che a cavallo.

Un ulteriore aspetto che verrà analizzato sarà la condizione degli accessi a mare, nella maggior parte dei casi realizzati abusivamente, presenti lungo le spiagge. 


PROGRAMMA DELLA MANIFESTAZIONE
  • 26 giugno ore 09:00/09:30 partenza da Francavilla al mare, dal pontile di Palazzo Sirena. Arrivo a San Vito marina (presso lo spazio di Zona 22), dopo aver camminato per 22 chilometri;

  • 27 giugno ore 09:00/09:30 partenza dal molo di San Vito marina. Arrivo a Torino di Sangro, al Centro Visite Riserva Naturale Regionale "Lecceta di Torino di Sangro, dopo 15 chilometri;

  • 28 giugno ore 09:00/09:30 partenza dalla Riserva Naturale Regionale "Lecceta di Torino di Sangro ed arrivo al Centro Visite Riserva Naturale di Punta Aderci (19 chilometri);

  • 29 giugno ore 09:00/09:30 partenza dalla Riserva Naturale di Punta Aderci e arrivo a San Salvo Marina, presso il biotopo costiero - Osservatorio Mediterraneo.

domenica 10 febbraio 2013

A volte ritornano


Alcuni candidati annunciano che - se eletti - la loro azione politica sarà rivolta all’abrogazione della legge del Parco della Costa Teatina. Nel farlo ripetono affermazioni già sentite due anni fa, e a cui abbiamo risposto in un documento che nessuno ci ha ancora contestato. Li invitiamo quindi al piccolo sforzo di leggerlo prima di dire altro. Ci sembra il minimo per chi si candida ad un ruolo così importante. Vogliamo anche informare chi avesse l’intenzione di votarli che - se eletti - rischiano di passare oziosamente gli anni di mandato, seduti però in una carrozza dorata.

Altri esponenti della loro stessa coalizione, di ben maggiore peso politico, anche se di idee altrettanto miopi, hanno infatti promesso con veemenza la stessa cosa negli ultimi dodici anni; non solo senza alcun esito ma anche senza presentare alcun atto formale.

Unica cosa positiva è il loro favore al piano di rigenerazione della Costa Teatina. Forse però non sanno che è stato fatto “nelle more della definizione del Parco Nazionale della Costa Teatina” e che prevede, tra l’altro, per la zona industriale di Punta Penna: “operazioni di delocalizzazione delle attività prossime al mare e di quelle ad alto rischio ambientale”. Un’intenzione in totale contrasto con gli iter autorizzativi in corso proprio in questi giorni.



Dossier Domande e Risposte ovvero le bugie hanno le gambe corte

Il Parco leopardato e le tartarughe in bicicletta

venerdì 26 ottobre 2012

Paura e delirio alla Regione Abruzzo





La regione Abruzzo ha ricevuto un ultimatum dal Ministero sul Parco e l'ha nascosto in un cassetto facendo finta di non vedere.

Il Ministero ha detto alla regione Abruzzo che il Parco a isole è un'idiozia e la regione ha fatto finta di non sentire.

Il Ministero ha mandato la sua proposta di perimetrazione e la regione non ha detto niente a nessuno.

Lo ripetiamo: neppure di fronte alle ripetute e formali richieste del Ministero la regione Abruzzo si è mossa. Non ha fatto quel che doveva fare e cioè chiamare i Comuni interessati per avvertirli e per concordare le eventuali correzioni e integrazioni alla proposta del Ministero.

Preferisce non far nulla per non dire a chi contava su di loro per distruggere il Parco di non essere riuscita nel compito e per non far sapere agli abruzzesi di avergli fatto perdere anni preziosi.

Ma non sono stati neppure capaci di tenere nascosto per più di dieci giorni quest'ultimo tradimento del mandato.

Ecco infatti il comunicato del WWF che - ancora una volta - alza il sipario e li mostra per quel che sono:

Il Ministero dell’Ambiente ha scritto alla Regione chiedendo di pronunciarsi sulla perimetrazione: conto alla rovescia per l’arrivo di un commissario

Il Parco Nazionale della Costa Teatina è stato istituito con l’articolo 8, comma 3, della Legge n. 93/2001. Esiste dunque sulla carta da quella data. Da allora non sono stati sufficienti 11 anni per giungere alla perimetrazione di questa area protetta contro la quale la Regione Abruzzo ha persino presentato un ricorso, perdendolo, alla Corte Costituzionale.
Nel maggio 2010 il Ministero dell’Ambiente ha elaborato una propria proposta di perimetrazione alla quale, di fatto, la Regione Abruzzo non ha dato seguito. A quel punto, di fronte all’immobilismo della Regione, la legge n. 10/2011 aveva fissato al 30 settembre 2011 la data ultima entro la quale istituire il parco. Visti gli ulteriori ritardi accumulati la scadenza è stata posticipata al 31 dicembre 2012. Ma neppure il rischio, ormai imminente, di essere commissariati ha prodotto risultati reali: solo una semplice e poco convincente ipotesi di parco ad isole (le riserve naturali già esistenti) collegate dal tracciato ferroviario…
Oggi siamo a poco più di due mesi dalla scadenza di fine anno e tutto sembra fermo. Non è stata neppure sufficiente la decisa presa di posizione da parte del Direttore Generale della Direzione per la Protezione della Natura e del Mare del Ministero dell’Ambiente che recentemente, durante un convegno organizzato a Pescasseroli, ha chiesto pubblicamente all’Assessore regionale Giuliante quale fosse l’intenzione della Regione Abruzzo in ordine al Parco.
Il WWF è venuto a conoscenza del fatto che circa 10 giorni fa la stessa Direzione Generale per la Protezione della Natura e del Mare del Ministero ha trasmesso una lettera all’Assessorato Pianificazione, tutela e valorizzazione del territorio della Regione nella quale, dopo aver chiarito che la proposizione di un “parco a isole” contrasta con il requisito della continuità territoriale di un’area, essenziale per il raggiungimento del fine della tutela e della conservazione del territorio da proteggere, chiede espressamente alla Regione di pronunciarsi su una perimetrazione allegata alla lettera, basata sulle aree protette già individuate e su reali ambiti di connessione tra di loro.
Su questa base deve aprirsi il confronto tecnico amministrativo per giungere rapidamente a definire la perimetrazione e dare finalmente il via al Parco della Costa Teatina. In caso contrario l’unica strada sarà davvero il commissariamento, per la prima volta in Italia, con una incredibile pessima figura per le strutture regionali.
È arrivato il momento – dichiara il vicepresidente del WWF Italia Dante Caserta - di dare seguito a precisi obblighi di legge. Si è perso tanto tempo grazie anche all’individuazione, come coordinatore del tavolo tecnico regionale per l’istituzione del Parco, dell’Assessore Mauro Febbo al quale va comunque riconosciuta coerenza: è da sempre contrario al Parco e nulla ha fatto per farlo istituire, anzi… La Regione Abruzzo nelle persone del Presidente Chiodi e dei consiglieri della maggioranza che lo sostiene vuole continuare sulla strada percorsa fino ad oggi o vuole finalmente invertire la rotta e dare al nostro territorio uno sviluppo sostenibile? Se non lo faranno, qualcun altro lo farà per loro e non sarà una scelta di cui vantarsi di fronte alla stragrande maggioranza degli abruzzesi, da sempre favorevoli al Parco e allo sviluppo sostenibile che accompagna le aree protette”.








sabato 13 ottobre 2012

Ora Basta!





"79 giorni. Mancano solo 79 giorni al 31 dicembre, quando la Regione Abruzzo e i Comuni coinvolti dovranno presentare al Ministero una proposta completa di perimetrazione. Ma dopo undici anni trascorsi invano nulla ancora si muove. L'ennesimo fallimento della politica regionale è nelle parole del direttore generale del Ministero dell'Ambiente Renato Grimaldi: "Che cosa vogliamo fare, assessore, il Parco della Costa Teatina lo vogliamo istituire oppure lo vogliamo far nascere con il commissario ad acta? Fino ad oggi non c’è stato uno straccio di nuova proposta di perimetrazione e non mi risulta che il tavolo di concertazione sia stato riavviato. Il Parco Nazionale della Costa teatina rischia a questo punto di diventare davvero l’unico Parco nella storia italiana a nascere con il commissario. L’Abruzzo che si vanta di essere la regione verde dei parchi, non ci sta facendo una bella figura. Quindi, fate sapere qualcosa a questo ministero...".

Il Parco non è quello “ad isole” collegato da una pista ciclabile pensata come infrastruttura pagata e mantenuta con i soldi pubblici ma di servizio per investimenti privati: palazzacci, ville, alberghi e resort di lusso vista mare… E non è quello traforato per la corsa agli idrocarburi nell’Italia paradiso dei petrolieri: poco petrolio e poco gas, velenosi ma praticamente gratis.

Con il Parco nessuno potrà illudersi di fare affari sull'ex tracciato e nessuno potrà pensare di trivellare infischiandosene dei diritti e della salute degli abruzzesi: è questa – denunciamo con forza - la principale ragione che ha che ha riunito affaristi (e politici con loro sodali) di tutti i colori nel fronte anti-Parco.

Ci dicevano che il Parco sarebbe stato un impedimento alla crescita economica, oggi si comincia a riconoscere che la crescita è definitivamente dietro di noi. Ma neppure la lacerante crisi che gli abruzzesi stanno vivendo riesce spingere la classe politica regionale alla ricerca di risorse e risposte nuove per uscirne.

Mancano solo 79 giorni.

Sono passati undici anni e siamo ancora al punto di partenza, ma con un territorio molto più degradato. Parco e pista ciclabile sono solo spot pubblicitari per non fare niente; niente per i fiumi e per il mare che li riceve; niente per l'aria; niente per evitare ulteriori dissesti idrogeologici: si continua imperterriti a costruire laddove già si sa che arriverà il mare o l'acqua dei fiumi preparando futuri esborsi a danno della collettività per il vantaggio di pochi.

Mancano solo 79 giorni, il tempo è scaduto. La Costituente per il Parco Nazionale della Costa Teatina invita la Regione ad attivarsi immediatamente per recuperare l'inerzia e la passività di questi undici anni, così da presentarsi preparati alla scadenza del 31 dicembre. L'Assessore Febbo si dimetta e passi la mano a qualcun'altro smettendola di contrastare l'incarico che gli è stato così malamente assegnato. Si convochi immediatamente il tavolo regionale esplicitamente richiesto dal dott. Grimaldi. I sindaci si facciano promotori in tutte le sedi istituzionali di iniziative che vadano in tale direzione, con la consapevolezza che tutto ciò che graviterà all'interno del parco potrà usufruire di finanziamenti, e di un marchio invidiabile. L'Unione Europea nel 2014 punterà diritto sull'ambiente, non per fede ambientalista, ma semplicemente per cercare di salvare il pianeta.

Siamo stufi di sentire fantasie e falsità.

Non vogliamo accettare passivamente riduzione di diritti e svendita dei beni comuni con la prospettiva di ritrovarci a breve comunque senza denaro ma anche senza nulla su cui contare. Non un bosco, una spiaggia, una sorgente, una strada, una scuola o un ospedale.

Vogliamo riprogettare un'economia che metta in primo piano il miglioramento della qualità della vita.

Lo abbiamo detto e lo ripetiamo sempre più forte a una classe politica che non sa guardare oltre il presente e gli interessi particolari: il futuro passa attraverso il modello sociale del Parco, attraverso la gestione sostenibile delle risorse locali per il benessere delle comunità. Il Parco rappresenta l'interesse collettivo che supera i confini temporali del presente e gli interessi elettorali di una politica incapace.

Il 31 dicembre saranno passati 4289 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale della legge 93/01 istitutiva del Parco. Un bambino con la stessa età oggi sarebbe già in quinta elementare. Quanto tempo è stato perso! Quante occasioni sono state buttate al vento!

Gli abruzzesi vogliono il Parco e non vogliono aspettare più. Dopo 4289 giorni la loro pazienza è finita".

lunedì 13 agosto 2012

Primo Festival del Parco Nazionale della Costa Teatina


Il Comune di Vasto organizza il primo Festival del Parco della Costa Teatina nei giorni 15-16-17 agosto.

La Costituente ha collaborato all'organizzazione e gestirà alcuni gazebo informativi.

Qui trovate altre informazioni e qui la brochure col programma.

In giorni in cui la nostra costa rischia di essere persa per sempre tra cemento, industrie insalubri e petrolio, questo è comunque un buon segno.

Buon ferragosto a tutti

giovedì 21 giugno 2012

Nuovo intervento della Conferenza Episcopale Abruzzese-Molisana


Ad un anno dal mio precedente intervento ("Parco Nazionale della Costa Teatina: un luogo per custodire in Abruzzo il futuro della creazione"), intendo ancora raccogliere sollecitazioni e riflessioni di tante persone, uomini e donne, che hanno a cuore la salvaguardia del Creato e cercano di prendersi cura della terra nella quale viviamo.

Più di un anno fa, il 7 maggio 2011, migliaia di persone si sono ritrovate a Termoli insieme al compianto Lucio Dalla, che come tanti ha prestato la sua voce e la sua persona con generosità e impegno, per difendere le coste abruzzesi e molisane dalla minaccia delle trivelle petrolifere. Da allora, varie sono state le occasioni e le speranze che, anche di recente, sono cresciute e che sembrano andare nella giusta direzione: uno sviluppo sostenibile che custodisca e valorizzi le nostre terre, i nostri mari, la nostra gente.

Pochi mesi fa, in Abruzzo, la Commissione Regionale sulla Valutazione d'Impatto Ambientale ha bocciato un impianto di estrazione della multinazionale Forest Oil sul lago di Bomba: una bocciatura che ha reso giustizia e ha coronato la mobilitazione, fatta in questi ultimi anni, di migliaia di cittadini, associazioni, movimenti e istituzioni, volta a salvare questo posto dalla distruzione. Auspico che la politica e coloro che hanno a cuore il bene comune s'impegnino a difendere questa importante vittoria della società civile e che in nessun modo possa essere sovvertita in alcuna sede la decisione delle istituzioni e il comune sentire della popolazione (come tenta di fare il recente ricorso amministrativo della stessa azienda). In un momento come questo, di gravissima crisi economica e sociale, non è più accettabile proseguire secondo un modello economico devastante a livello ambientale e sociale. Bisogna avere il coraggio di dire "no" a chi considera il profitto più importante della persona: è lo stesso magistero sociale della Chiesa ad insegnarlo, indicando questa come strada da seguire, aperta alla partecipazione di tutti: "L’esclusivo obiettivo del profitto, se mal prodotto e senza il bene comune come fine ultimo, rischia di distruggere ricchezza e creare povertà. Lo sviluppo economico che auspicava Paolo VI doveva essere tale da produrre una crescita reale, estensibile a tutti e concretamente sostenibile" (cf. Benedetto XVI, "Caritas in veritate", n. 21).

In un modello economico basato su equità e rispetto si inserisce la promozione di Parchi Naturali e Aree Protette: il turismo naturalistico, l'agricoltura biologica e sostenibile, i percorsi di valorizzazione di paesi e tradizioni locali, offrono tantissime possibilità per un'economia sana e capace di futuro. I Parchi sono anche l'alternativa più radicale e definitiva a quella che è stata definita la "deriva petrolifera" locale: lo dimostra, in Abruzzo, il fortissimo anelito della società civile e degli amministratori più lungimiranti e attenti verso l'istituzione, scandalosamente attesa da troppi anni e frenata dalla volontà di amministratori e politici centrati sugli interessi più egoistici e particolari, del Parco Nazionale della Costa Teatina. Ancora una volta si vuol alzare forte la voce per chiedere l'istituzione di questo nuovo Parco, senza ulteriori e immotivate proroghe, senza accomodamenti interessati e ipocriti.

Rimane dovere di tutti i cittadini, e in particolar modo dei credenti, sostenere la difesa del Creato dalle terribili minacce che vi incombono, come gli impianti petroliferi e, in generale, i vari progetti per l'estrazione, la lavorazione e lo stoccaggio di idrocarburi che da anni hanno preso di mira le nostre Regioni e che  continuano tristemente ad operare (l'ultimo allarme della prof.a Maria Rita D'Orsogna, cui mi associo ancora pienamente, è solo di qualche giorno fa). Per quanto mi compete, l'Ufficio Regionale di Pastorale Sociale si impegna a sostenere ogni azione della società civile volta a difendere e valorizzare realmente il nostro territorio, bene comune e condiviso, dono di Dio per l'umanità tutta e per le generazioni future.

don Carmine Miccoli

Coordinatore Regionale dell'Ufficio di Pastorale Sociale CEAM

lunedì 27 febbraio 2012

Un Senatore siciliano contro il Parco della Costa Teatina

Inserisci linkZitto zitto, qualcuno ha giocato la carta della disperazione.

Il giorno 15 febbraio 2012 è stato approvato dal Senato della Repubblica questo comma:

«1-bis. All’articolo 2, comma 3-bis, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, le parole: "30 settembre 2011" sono sostituite dalle seguenti: "31 dicembre 2012";»

Vuol dire semplicemente che i termini per l'istituzione del Parco Nazionale della Costa Teatina sono stati riaperti e spostati alla fine di quest'anno.

In questi tempi in Parlamento gli emendamenti sono razionati: un po' al PDL, un po' al PD e un pochino all'UDC. Sono merce preziosa ed è difficile credere che ne sia stato speso uno per far contenti i cacciatori e qualche contadino.

E' invece una dichiarazione di guerra agli abruzzesi: togliere a tutti per far arricchire pochi.


Ci sarà da lavorare nei prossimi 10 mesi; per ora ecco il comunicato della Costituente a riguardo.

UNA PROROGA CHE CI LASCIA INTERDETTI E DELUSI. L'ISTITUZIONE DEL PARCO È UNA SPERANZA SOPRATTUTTO PER LE NUOVE GENERAZIONI, SENZA NEANCHE BISOGNO DI INVESTIMENTI LOCALI. QUESTA CLASSE POLITICA NON È DISPOSTA A CONCEDERE NEMMENO LA SPERANZA.


La Costituente per il Parco Nazionale della Costa Teatina apprende con amarezza, sconcerto e delusione che il Parlamento, nel cosiddetto decreto mille proroghe, ha rinviato al 31 dicembre 2012 l’istituzione del Parco: questa incredibile nuova proroga danneggia profondamente la Costa Teatina e i suoi migliori progetti. Sono passati 12 anni dalla legge istitutiva del Parco, un tempo lunghissimo che non ha precedenti nella storia delle Aree Protette Italiane, e probabilmente europee e mondiali.

Siano di monito le forti parole espresse l'anno scorso dalla Chiesa Locale, che oggi facciamo nostre e torniamo a ripetere: "gli amministratori locali e regionali e tutti coloro che hanno a cuore le sorti del bene comune e del futuro della nostra terra, scelgano ciò che è moralmente doveroso e responsabile, rompendo presto ogni indugio: si completi il prima possibile l'istituzione del Parco Nazionale della Costa Teatina, si scaccino definitivamente interessi egoistici e falsamente rappresentativi, si abbia il coraggio di scelte forti e lungimiranti per la vita piena del nostro Abruzzo".

Il rinviare continuamente l'istituzione del Parco Nazionale è ancor più grave alla luce di tante minacce che incombono sull'integrità della Costa Teatina: industrie insalubri, piattaforme petrolifere, nuove cementificazione e altro. Colpire al cuore il futuro Parco e con esso le economie che ne trarrebbero innegabile vantaggio in questa crisi, non è accettabile. Il tempo che si sta perdendo sarà l'occasione per danneggiare l'integrità della Costa Teatina, un luogo amatissimo da tutti gli abruzzesi. Sarà per questo che il rinvio di una decisione attesa da tutti gli abruzzesi lungimiranti non l’ha firmata un deputato locale (si ricordino le retrograde posizioni contro l’area protetta espresse dal senatore Di Stefano) ma il senatore D'Alì, dalla lontana Sicilia.

Chiediamo a tutta la classe politica abruzzese di difendere la propria terra, e i veri interessi di chi li ha eletti, chiediamo che i parlamentari, i senatori, i sindaci, la provincia, con in testa la Regione si muovano con celerità e rispetto delle intelligenze. La proroga è deleteria, ma è comunque soltanto un rinvio. Restano dieci mesi per perseguire i veri interessi anche economici degli abruzzesi,. In questi dieci mesi politici e amministratori sono chiamati a porre in essere tutte le strategie possibili per salvaguardare la costa teatina e per predisporre ogni cosa in modo che a fine anno il Parco prenda finalmente vita, senza ulteriori indugi. Non ci piace, ma è soltanto una proroga e la politica locale ne tenga conto schierandosi finalmente compatta a difesa dei veri interessi degli abruzzesi. È l’unica strada per ridare speranza a un territorio oggi in grevissime difficoltà anche per le dissennate scelte del passato. Basta teatrini, basta menzogne. “Si abbia il coraggio di scelte forti e lungimiranti per la vita del nostro Abruzzo”.


mercoledì 26 ottobre 2011

Le ricchezze svelate del Parco della Costa Teatina


Con questo convegno riportiamo il discorso sui fatti, sulla natura e sulle sue ricchezze.
La partecipazione scientifica sarà di altissimo livello per cui partecipate e fate partecipare.

domenica 9 ottobre 2011

Siamo alle solite

Qualche giorno fa, nei commenti fatti dall'Assessore Febbo alle notizie di stampa circa il Commissariamento appare anche questa frase: "Tra l'altro voglio informare che il 30 settembre scorso la Corte Costituzionale con sentenza n. 255/2011 ha revocato la nomina del commissario del Parco del Gargano nominato dal Ministero dell'Ambiente poiché non aveva tenuto conto del parere della Regione Puglia. Quindi invito le amministrazioni comunali a collaborare con la Regione e tenere conto del ruolo e del lavoro svolto dal Tavolo di coordinamento
del Parco".

Apparentemente Febbo vuole intendere, come altre volte fatto, che la Regione ha una sorta di potere di veto nei confronti del Ministero dell'Ambiente basato sulla mancata intesa sul nome del Direttore prevista dall'art. 394/91 art. 9 comma 3.

In realtà la sentenza dice l'esatto contrario:

"Identica questione è stata ripetutamente esaminata da questa Corte con riferimento a vicende relative ad altri enti di analoga natura. La Corte ha affermato la legittimità della nomina di un commissario straordinario, in assenza del raggiungimento dell’intesa, solo se, in applicazione del principio di leale cooperazione, si sia dato luogo ad uno sforzo delle parti per dar vita ad una intesa, da realizzare e ricercare, laddove occorra, attraverso reiterate trattative volte a superare le divergenze che ostacolino il raggiungimento di un accordo".

In altre parole, non è vero - come dice l'Assessore - che la Corte ha revocato la nomina del commissario per non aver tenuto conto del parere della Regione Puglia, ma l'ha fatto perché il Ministero quel parere non l'ha chiesto.

La sentenza infatti dice che - nel caso in questione - il Ministero ha nominato e prorogato un Commissario straordinario senza aver "cercato di raggiungere un accordo, ma ha aggirato la norma che prevede l’obbligo dell’intesa, perché, da un lato, ha proposto un solo nome e,
dall’altro, ha non solo rifiutato tutte le proposte di incontro provenienti dalla controparte, ma ha anche nominato Commissario straordinario proprio la persona implicitamente rifiutata da quest’ultima.".

In altre parole, la Corte Costituzionale ribadisce quel che sapevamo: che in mancanza di un'intesa, ma dopo aver fatto tutto il possibile per trovarla, è il Ministero a decidere.

Pare che Febbo, come accaduto per la bozza con le norme di salvaguardia, abbia letto solo parti della sentenza stravolgendone il senso e pensi di ripetere lo stesso errore fatto con la perimetrazione: non trovare l'intesa sul nome del Direttore (atto peraltro successivo alla perimetrazione e all'istituzione dell'Ente Parco) per vederselo imporre - legittimamente - dal Ministero.

Qui è disponibile la copia della Sentenza n. 255/2011.

mercoledì 5 ottobre 2011

Un altro fallimento della politica

Prendiamo atto dalla stampa, con amarezza e soddisfazione allo stesso tempo, che il Ministero dell'Ambiente ha avviato le pratiche per il Commissariamento.

Amarezza perché la politica locale, con le dovute eccezioni, si è rivelata inadeguata ad avviare un percorso di crescita condiviso.
Principale responsabile è l'Assessore Febbo che fino all'ultimo non ha svolto il ruolo del coordinatore, ma quello del sabotatore. Ultimo atto grave: il non aver trasferito al Ministero - nei tempi richiesti - le deliberazioni dei Comuni favorevoli; così come dichiarato alla stampa qualche giorno fa. Anche se sosterrà il contrario e continuerà a scaricare la colpa sui Comuni, il Commissariamento certifica la sua incapacità ad avviare un percorso di crescita verso un futuro sostenibile per la Costa dei Trabocchi e i territori limitrofi.

Soddisfazione perché il Ministero, con la sua decisione, ci dice che il quarto Parco Nazionale dell'Abruzzo sta per nascere.

Ci auguriamo ora che il Commissario sia un "tecnico" interno al Ministero dell'Ambiente e non un "politico" vicino a chi fino ad oggi ha remato contro il Parco, ne ha boicottato l'iter e creato caos. Un tecnico del Ministero che abbia esperienza di Parchi Nazionali e che, non avendo necessità di restare per percepire un cospicuo compenso, abbia interesse a far presto e bene, a non far nascere un Parco "zoppo" per non farlo funzionare. Il nostro territorio se lo merita, troppo tempo è già stato sprecato.

La Costituente VogliAmo il Parco è disponibile e pronta a collaborare col Commissario e spera che tutti gli amministratori locali abbiano finalmente uno scatto di orgoglio e, con un minimo di lungimiranza, partecipino attivamente alla pianificazione ed attuazione di un comune e durevole benessere.

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Non ci stupisce neppure la reazione del rag. Febbo che addirittura minaccia di rivolgersi alla Magistratura oltre ad "invitare le amministrazioni a rispettare sia i ruoli che le competenze e soprattutto a non forzare i tempi".

A noi pare invece che i tempi siano inesorabilmente scaduti senza che venisse fatto quanto dovuto e che il Ministero dell'Ambiente fosse stato chiarissimo nell'indicare il 30 settembre come termine ultimo, come si può notare anche nell'ultimo paragrafo di questa sua comunicazione del 21 settembre che pubblichiamo affinchè ciascuno la possa valutare.

Cliccare sull'immagine per ingrandirla

mercoledì 28 settembre 2011

Il Parco della Costa Teatina (e la Costituente) in un annullo postale



Anche il Parco della Costa Teatina sarà presente alla manifestazione filatelica nazionale Vastophil 2011 che si terrà a Vasto preso il Palazzo d'Avalos nei giorni dal 30 settembre al 2 ottobre. In tale occasione sarà infatti disponibile un annullo speciale della Repubblica di San Marino assieme a una cartolina a tema su cui apporre indirizzo, saluti e francobollo. Dopo l'apposizione dell'annullo speciale, le cartoline potranno essere ritirate sul posto o venire consegnate agli impiegati dello stand che provvederanno a portarle a San Marino per essere inoltrate nel circuito postale ufficiale. Si tratta di un'occasione per conoscere il mondo della filatelia e per utilizzare questo "speciale messaggero" per promuovere il Parco della Costa Teatina con una simpatica curiosità per chi lo riceverà.

mercoledì 21 settembre 2011

Il Parco leopardato e le tartarughe in bicicletta


Ieri in Consiglio Regionale si doveva parlare del comportamento dell'assessore Febbo, ma la maggioranza ha parlato d'altro. Ha presentato la sua idea di Parco: "Un nuovo concetto di Parco, un Parco diffuso, un Parco ad isole". Un Parco che permetta di "non compromettere le attività socio-economiche attuali e future": in altre parole che permetta ai Comuni di continuare a far costruire lungo la costa, compresi resort, posti barca, villette e alberghi. "L'elemento connettivo e la fascia intermedia di questo sistema aperto sarà il tracciato ferroviario (corridoio ecologico)": cominciamo subito col dire che una pista ciclabile su un tracciato ferroviario non potrà mai essere un "corridoio ecologico" a meno che le tartarughe non comincino ad andare in bicicletta.

Il fatto interessante è però che la cartina mostrata era tutt'altro. Non era qualcosa di nuovo, ma il "Progetto speciale territoriale della fascia costiera" redatto dalla Provincia di Chieti nel settembre 2010.

Probabilmente la maggioranza intende far diventare Parco solo le aree segnate in verde ignorando tutto il resto come le "aree di valorizzazione e rigenerazione del paesaggio agricolo costiero" o gli "ambiti di territorio rurale da sottoporre a conservazione e recupero paesaggistico". In tale piano sono addirittura previste politiche di riconversione e delocalizzazione industriale che interessano tra l'altro la Valle del Sangro e l'area di Punta Penna andando ben oltre le richieste di chi vuole il Parco.

La maggioranza regionale ci ha così dato ieri molte informazioni.

La maggioranza ha finalmente abbandonato l'idea di abrogare la legge o di rischiare un vero "referendum" e proporrà comunque una sua perimetrazione.

• La maggioranza nulla conosce dei Parchi e della loro legislazione. Fa eccezione l'assessore Giuliante che sa benissimo che i problemi stanno nell'incapacità di molti politici e nella volontà precisa di altri di impedirne il funzionamento. Lo sa così bene che ha accusato di questo gli ambientalisti che lo fanno "perché vogliono mantenere per sempre le norme di salvaguardia". Affermazione che a prima vista può sembrare puro delirio, ma che invece è la ripetizione di un copione già visto ovunque: addossare spudoratamente e sfacciatamente ad altri le proprie colpe.

L'indecente proposta alternativa al Parco è quella mantenersi le mani libere nelle zone prossime a quelle protette per poi distruggere questo tratto di costa a forza di varianti ai PRG (come già si è cominciato a fare); ma oggi si unisce al danno la beffa, perché si propone di usare i beni comuni costituiti dalle aree protette e da 30 milioni di fondi FAS per gli interessi privati della speculazione presente e futura. Mentre altrove si svalutano terreni e immobili costruendo turbogas, discariche, depositi e magari raffinerie qui li si vuole rivalutare con i soldi pubblici.

• La piantina mostrata da Febbo risponde senz'ombra di dubbio alle sue stesse critiche sul territorio "antropizzato" e con "incerti" valori naturalistici, paesaggistici, ambientali e culturali. Infatti indica con precisione i tantissimi valori della Costa dei Trabocchi e propone sia la via per lo sviluppo del turismo e dell'agricoltura che quella per la sua conservazione per le generazioni future.
Da quella piantina si può trarre facilmente una vera perimetrazione del Parco ed anche una zonizzazione; è anche presente un collegamento con le aree interne che si spinge fino a Lanciano e a Bomba seguendo le linee dismesse della Sangritana.

La buona notizia è dunque quella che il Ministero avrà uno studio ufficiale sul territorio da cui partire per fare rapidamente la perimetrazione; dopo aver inevitabilmente gettato nel cestino l'ultima proposta indecente e leopardata del ragionier Febbo.

mercoledì 14 settembre 2011

Terra bruciata

Per tutta l'estate ci siamo sentiti dire che avrebbero bruciato le riserve.

Questa sera, ultimo di un lungo elenco, è scoppiato un incendio DOLOSO a Punta Aderci.

E' DOLOSO perchè nulla brucia da solo dopo il tramonto.

E' DOLOSO perchè ci sono almeno tre focolai molto distanti e contemporanei.

Pochi vogliono distruggere e lo fanno senza coscienza, senza etica, senza futuro. Ingordi, avari e egoisti. Comandano nell'ombra ed altri appiccano il fuoco perchè gli hanno detto di fare così, indifferenti come chi lancia le pietre dal cavalcavia.

Sanno però di avere già perso e fanno terra bruciata come gli eserciti in fuga.

Stasera vi vogliamo solo augurare che un giorno, negli occhi dei vostri figli, finalmente possiate capire.

Noi saremo altrove, continuando assieme a costruire un mondo migliore, e voi dovrete sputarvi in faccia da soli.



martedì 13 settembre 2011

La scappatoia del referendum e la farsa di Torino di Sangro





Comunicato stampa Costituente VogliAmo il Parco

Fino a un paio di mesi fa il Senatore Di Stefano ripeteva ovunque di voler abrogare il Parco per legge. La risposta che gli abbiamo dato è stata semplicemente: "Se proprio ci tiene lo faccia, il suo partito è al governo". Ora vuole invece un referendum, seguito in questo da Confindustria. La risposta è ancora la stessa.

A questo punto anche noi vorremmo fare delle domande.

Come mai ci si pensa solo adesso, a 18 giorni dalla scadenza? Come mai si propone una "soluzione" che non ha alcun valore formale, trattandosi di una competenza dello Stato come già ripetuto dalla Corte Costituzionale quando bocciò il ricorso della giunta regionale di centrodestra nel 2002. Una "soluzione" che - a parte i tempi - è impossibile perché non si può chiedere un parere su una legge dello Stato; sarebbe solo uno spreco di denaro pubblico: come chiedere se si è favorevoli all'aumento dell'IVA o ai limiti di velocità (strano che un senatore non sappia certe cose).

Questo referendum quindi non si farà, e questo ci dispiace perché siamo sicuri che avrebbe dimostrato che esiste una maggioranza favorevole al Parco, chiarendo così le idee a molti.

Confindustria propone il referendum perché sembra preoccupata del perimetro del Parco. Non sa che su questo il Ministero ha chiesto da anni il parere ai Comuni, e non sono i cittadini a dover fare queste valutazioni tecniche? Sono i Comuni a scegliere se lasciare fuori l'area di stoccaggio dei furgoni o includerla in zona D. Se non lo avranno fatto il 30/9 lo farà il Ministero, a che servirebbe il referendum?

Però l'idea di Confindustria è buona. Ci sono molti settori su cui regione e comuni hanno invece potere reale, progetti che hanno pesanti impatti ambientali e sanitari di cui però i cittadini non sono mai stati informati ne tantomeno consultati dai loro amministratori. Molti di questi progetti sono sostenuti da Confindustria.

Proponiamo allora alcune consultazioni popolari, certi che Paolo Primavera e gli altri politici, una volta scelta la strada della democrazia diretta, non si tirino indietro:

La discarica di amianto di Ortona;

Il pozzo Gagliarda 1 Dir a Ortona;

La centrale turbogas di Ortona;

La ricerca di idrocarburi in Adriatico

Le centrali a biomasse di Treglio, Ortona, Vasto;

L'impianto di estrazione di gas sotto il lago di Bomba con annessa raffineria;

La centrale termoelettrica a olio di palma di Vasto;

L'apertura anticipata della caccia;

I ripascimenti;

La variazione al PRG per il resort all-inclusive di S. Vito Chietino;

Gli inceneritori per i rifiuti in tutto l’Abruzzo;

La realizzazione di nuovi porti a S.Vito e a Vasto;

e l'elenco sarebbe ancora molto lungo.

Qualcuno potrebbe però obiettare che a Torino di Sangro c'è stato un "referendum", per cui è bene informare su come sono andate le cose.

Un'impiegata scriveva nome e cognome del votante su un registro e vicino si doveva apporre una firma per il si o per il no. Chi votava dopo poteva conoscere il parere di chi lo aveva preceduto. Chiunque può accedere agli atti.

Potevano votare anche i non residenti a patto che avessero attività produttive a Torino di Sangro (non si sa come questo venisse accertato).

Il clima nei confronti dei favorevoli non era dei migliori. Eravamo allora nella fase in cui si diceva che sarebbero state requisite le terre, bloccati i trattori e chiusi i frantoi. Difficile anche aprire bocca con questi argomenti (falsi) contro.

Ci sono stati in tutto 777 votanti con 738 no e 39 si. Si tratta del 31% calcolato però sul numero ufficiale degli elettori e non sul numero di chi avrebbe potuto votare (comprendente tutti coloro con attività produttive nel Comune). Il dato vero sull'affluenza dovrebbe quindi essere molto minore ma non possiamo calcolarlo perché nessuno sa il numero di chi poteva votare.

Per confronto: ai recenti referendum nazionali, a Torino di Sangro hanno votato 1543 persone corrispondenti al 62,9% degli aventi diritto.

Ognuno può così giudicare da solo, noi facciamo solo notare che chi qualche mese fa basava la sua lotta politica sul non raggiungimento del quorum del 50% ora gioisce per un 31% ottenuto nella maniera che abbiamo descritto.

Ripetiamolo: parlare oggi di referendum serve solo a perdere altro tempo aspettando il Commissario, continuando a non prendere una decisione obbligata ma scomoda per qualcuno. Parlarne serve solo a dire: "Noi vi volevamo dare la possibilità democratica di decidere (falso) ma lo Stato ci ha imposto un'altra scelta (anche questo falso)".

La Costituente VogliAmo Il Parco

sabato 10 settembre 2011

Febbo a Tavola

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Liberamente scaricabile e riutilizzabile citando la fonte
(Franco Sacchetti per VogliAmo il Parco della Costa Teatina)

L'inganno del "comprensorio"



Abbiamo sempre detto che il Parco - oltre alle finalità di protezione - ha lo scopo di migliorare la qualità della vita dei residenti. Qualità della vita che ha anche (ma non solo) aspetti economici. Nel Parco ci saranno un'agricoltura e un turismo sostenibili che "sbloccheranno" il territorio portando nuova occupazione e quindi benessere. L'ultimo ritornello dell'Assessore Febbo, ripetuto qua e la da politici a lui vicini, è che il "comprensorio turistico" rappresenta l'alternativa al Parco. La Costituente è favorevole sia al Comprensorio turistico che alla via Verde ma deve ripetere che senza Parco non ci sarà ne l'uno né l'altra.

I turisti non vanno nei comprensori ma nei Parchi Nazionali.

Lo ripetono Confcommercio, Confesercenti, CNA, Assoturismo: "senza Parco verranno meno migliaia di posti di lavoro". Sono favorevoli al Parco e al comprensorio perché sanno che senza il primo non ci sarà il secondo. Sanno che il comprensorio è solo lo strumento con cui realizzare il turismo natura all'interno del Parco. Se l'assessore Febbo ne leggesse lo studio di fattibilità sul sito della Provincia di Chieti, lo troverebbe scritto a chiare lettere: "il parco nazionale della Costa Teatina potrebbe diventare il volano ambientale, economico e turistico dell'intero territorio".

Lo stesso discorso vale per la Via Verde. Dopo che sarà stata costruita con i fondi FAS, se non ci sarà il Parco chi ne farà la sorveglianza e la manutenzione? I Comuni, la Provincia, la Regione? Ogni Comune farà di testa propria? Con quali fondi?. Senza Parco, in pochi mesi potrebbe essere distrutta da usi impropri, dai vandali e dall'incuria.

Non possiamo pensare che non si capiscano queste semplici cose, ed allora ci chiediamo: dov'è l'inganno? Forse sta proprio nella parola "comprensorio" che per noi è un sistema di ospitalità coerente e compatibile col Parco, mentre per altri è la cementificazione della costa attorno alla via Verde che diventerà solo un'infrastruttura turistica di servizio pagata e mantenuta dai contribuenti.

giovedì 8 settembre 2011

Ognuno è libero ...

Qui trovate la risposta della Costituente a Febbo data nel TG Regionale.

Una risposta assai chiara alla minaccia di fare quella "cosa" ......

Diffondete (grazie)


mercoledì 7 settembre 2011

I conti in tasca al ragioniere


L'incontro al Ministero è andato esattamente come avevamo previsto. La legge esiste e non si può fare finta di niente rimbambendosi di chiacchiere.

Agli amministratori è stato detto fermamente che se faranno quel che devono il Commissario ne prenderà atto (a meno di scelte evidentemente insensate).

E' stato anche spiegato che i soldi per il funzionamento del Parco sono già stati stanziati e stanno lì ad aspettare.

Il primo risultato dell'incontro è stato che il Sindaco di Casalbordino e la sua giunta si sono decisi a fare la perimetrazione entro i termini richiesti.

Anche altri sembrano aver capito meglio come stanno le cose, ma attendiamo prese di posizione ufficiali.

L'unico che sembra non aver capito nulla è sempre Febbo che ripete ai quattro venti che sono tutti contrari.

Poiché è un ragioniere proviamo a convincerlo con i conti (solo per stare al gioco, non perché riteniamo che questo sia il modo di fare).

Ad oggi si sono formalmente dichiarati a favore: San Salvo, Vasto e Fossacesia. Casalbordino ha fatto una delibera in cui esprimeva un dubbio a cui ieri è stata data una chiara risposta ed oggi è pronto a perimetrare. Da chi è contrario (secondo Febbo) non è invece ancora venuto nessun atto formale e noi pensiamo che Febbo possa essere nuovamente smentito molto presto - come ha già fatto oggi Casalbordino.

Francavilla aveva già perimetrato, altri comuni potrebbero chiedere di entrare.

Ma ad oggi saremmo 4 a 4. Se però andiamo a vedere gli abitanti e facciamo un piccolo conto vediamo che già oggi il 68% della popolazione interessata abita in comuni che perimetreranno entro il 30 settembre. Cifre alla mano non ci sembra proprio che si possa dire che sono tutti contro.

Febbo si dice anche convinto che - tramite i parlamentari PDL - riuscirà ad abrogare il Parco e saranno così i primi al mondo a certificare per legge che una terra (in particolare la terra d'Abruzzo) non vale niente dal punto di vista ambientale, paesaggistico e culturale. Nel frattempo - ovviamente - non si dimette e continua a tradire il suo mandato.

Il piano era chiaro dall'inizio: sobillare alcuni cacciatori, agricoltori e anche pescatori (si anche i pescatori) in modo che facessero un po' di confusione e poi dire "il Parco nessuno lo vuole". Non sembra sia andata bene visto che le voci a favore sono molte di più e molto più autorevoli delle pochissime contro (sperando che le minacce fatte apertamente in questi mesi nulla abbiano a che vedere con gli incendi di questi giorni). Ma lui va avanti lo stesso.

In questi giorni i nodi dell'economia globale stanno venendo al pettine e in Italia si chiede alle nuove generazioni di pagare il conto più salato. Può anche darsi che qualcuno - nel marasma di questi giorni - tenti un ultimo colpo di mano per mettere qualcos'altro nel sacco. Sembra assai difficile ma non si sa mai: un paio di righe aggiunte ad una legge su cui viene chiesta la fiducia, non sarebbe la prima volta per questo tipo di sotterfugi.

Il Parco è la nuova società che potrebbe nascere dalle ceneri di questa.

E' il modello del futuro.

E' il posto dove vivranno i nostri figli.

Abbiamo la fortuna unica di averlo già pronto, non facciamocelo portare via sotto il naso
dal ragionier Febbo!

Perimetrazione 1.0

Nella sezione documentazione sono disponibili le cartine della nostra proposta di Perimetrazione 1.0 assieme alla descrizione del metodo seguito e di cosa ancora andrebbe fatto.