lunedì 27 febbraio 2012

Un Senatore siciliano contro il Parco della Costa Teatina

Inserisci linkZitto zitto, qualcuno ha giocato la carta della disperazione.

Il giorno 15 febbraio 2012 è stato approvato dal Senato della Repubblica questo comma:

«1-bis. All’articolo 2, comma 3-bis, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, le parole: "30 settembre 2011" sono sostituite dalle seguenti: "31 dicembre 2012";»

Vuol dire semplicemente che i termini per l'istituzione del Parco Nazionale della Costa Teatina sono stati riaperti e spostati alla fine di quest'anno.

In questi tempi in Parlamento gli emendamenti sono razionati: un po' al PDL, un po' al PD e un pochino all'UDC. Sono merce preziosa ed è difficile credere che ne sia stato speso uno per far contenti i cacciatori e qualche contadino.

E' invece una dichiarazione di guerra agli abruzzesi: togliere a tutti per far arricchire pochi.


Ci sarà da lavorare nei prossimi 10 mesi; per ora ecco il comunicato della Costituente a riguardo.

UNA PROROGA CHE CI LASCIA INTERDETTI E DELUSI. L'ISTITUZIONE DEL PARCO È UNA SPERANZA SOPRATTUTTO PER LE NUOVE GENERAZIONI, SENZA NEANCHE BISOGNO DI INVESTIMENTI LOCALI. QUESTA CLASSE POLITICA NON È DISPOSTA A CONCEDERE NEMMENO LA SPERANZA.


La Costituente per il Parco Nazionale della Costa Teatina apprende con amarezza, sconcerto e delusione che il Parlamento, nel cosiddetto decreto mille proroghe, ha rinviato al 31 dicembre 2012 l’istituzione del Parco: questa incredibile nuova proroga danneggia profondamente la Costa Teatina e i suoi migliori progetti. Sono passati 12 anni dalla legge istitutiva del Parco, un tempo lunghissimo che non ha precedenti nella storia delle Aree Protette Italiane, e probabilmente europee e mondiali.

Siano di monito le forti parole espresse l'anno scorso dalla Chiesa Locale, che oggi facciamo nostre e torniamo a ripetere: "gli amministratori locali e regionali e tutti coloro che hanno a cuore le sorti del bene comune e del futuro della nostra terra, scelgano ciò che è moralmente doveroso e responsabile, rompendo presto ogni indugio: si completi il prima possibile l'istituzione del Parco Nazionale della Costa Teatina, si scaccino definitivamente interessi egoistici e falsamente rappresentativi, si abbia il coraggio di scelte forti e lungimiranti per la vita piena del nostro Abruzzo".

Il rinviare continuamente l'istituzione del Parco Nazionale è ancor più grave alla luce di tante minacce che incombono sull'integrità della Costa Teatina: industrie insalubri, piattaforme petrolifere, nuove cementificazione e altro. Colpire al cuore il futuro Parco e con esso le economie che ne trarrebbero innegabile vantaggio in questa crisi, non è accettabile. Il tempo che si sta perdendo sarà l'occasione per danneggiare l'integrità della Costa Teatina, un luogo amatissimo da tutti gli abruzzesi. Sarà per questo che il rinvio di una decisione attesa da tutti gli abruzzesi lungimiranti non l’ha firmata un deputato locale (si ricordino le retrograde posizioni contro l’area protetta espresse dal senatore Di Stefano) ma il senatore D'Alì, dalla lontana Sicilia.

Chiediamo a tutta la classe politica abruzzese di difendere la propria terra, e i veri interessi di chi li ha eletti, chiediamo che i parlamentari, i senatori, i sindaci, la provincia, con in testa la Regione si muovano con celerità e rispetto delle intelligenze. La proroga è deleteria, ma è comunque soltanto un rinvio. Restano dieci mesi per perseguire i veri interessi anche economici degli abruzzesi,. In questi dieci mesi politici e amministratori sono chiamati a porre in essere tutte le strategie possibili per salvaguardare la costa teatina e per predisporre ogni cosa in modo che a fine anno il Parco prenda finalmente vita, senza ulteriori indugi. Non ci piace, ma è soltanto una proroga e la politica locale ne tenga conto schierandosi finalmente compatta a difesa dei veri interessi degli abruzzesi. È l’unica strada per ridare speranza a un territorio oggi in grevissime difficoltà anche per le dissennate scelte del passato. Basta teatrini, basta menzogne. “Si abbia il coraggio di scelte forti e lungimiranti per la vita del nostro Abruzzo”.


mercoledì 26 ottobre 2011

Le ricchezze svelate del Parco della Costa Teatina


Con questo convegno riportiamo il discorso sui fatti, sulla natura e sulle sue ricchezze.
La partecipazione scientifica sarà di altissimo livello per cui partecipate e fate partecipare.

domenica 9 ottobre 2011

Siamo alle solite

Qualche giorno fa, nei commenti fatti dall'Assessore Febbo alle notizie di stampa circa il Commissariamento appare anche questa frase: "Tra l'altro voglio informare che il 30 settembre scorso la Corte Costituzionale con sentenza n. 255/2011 ha revocato la nomina del commissario del Parco del Gargano nominato dal Ministero dell'Ambiente poiché non aveva tenuto conto del parere della Regione Puglia. Quindi invito le amministrazioni comunali a collaborare con la Regione e tenere conto del ruolo e del lavoro svolto dal Tavolo di coordinamento
del Parco".

Apparentemente Febbo vuole intendere, come altre volte fatto, che la Regione ha una sorta di potere di veto nei confronti del Ministero dell'Ambiente basato sulla mancata intesa sul nome del Direttore prevista dall'art. 394/91 art. 9 comma 3.

In realtà la sentenza dice l'esatto contrario:

"Identica questione è stata ripetutamente esaminata da questa Corte con riferimento a vicende relative ad altri enti di analoga natura. La Corte ha affermato la legittimità della nomina di un commissario straordinario, in assenza del raggiungimento dell’intesa, solo se, in applicazione del principio di leale cooperazione, si sia dato luogo ad uno sforzo delle parti per dar vita ad una intesa, da realizzare e ricercare, laddove occorra, attraverso reiterate trattative volte a superare le divergenze che ostacolino il raggiungimento di un accordo".

In altre parole, non è vero - come dice l'Assessore - che la Corte ha revocato la nomina del commissario per non aver tenuto conto del parere della Regione Puglia, ma l'ha fatto perché il Ministero quel parere non l'ha chiesto.

La sentenza infatti dice che - nel caso in questione - il Ministero ha nominato e prorogato un Commissario straordinario senza aver "cercato di raggiungere un accordo, ma ha aggirato la norma che prevede l’obbligo dell’intesa, perché, da un lato, ha proposto un solo nome e,
dall’altro, ha non solo rifiutato tutte le proposte di incontro provenienti dalla controparte, ma ha anche nominato Commissario straordinario proprio la persona implicitamente rifiutata da quest’ultima.".

In altre parole, la Corte Costituzionale ribadisce quel che sapevamo: che in mancanza di un'intesa, ma dopo aver fatto tutto il possibile per trovarla, è il Ministero a decidere.

Pare che Febbo, come accaduto per la bozza con le norme di salvaguardia, abbia letto solo parti della sentenza stravolgendone il senso e pensi di ripetere lo stesso errore fatto con la perimetrazione: non trovare l'intesa sul nome del Direttore (atto peraltro successivo alla perimetrazione e all'istituzione dell'Ente Parco) per vederselo imporre - legittimamente - dal Ministero.

Qui è disponibile la copia della Sentenza n. 255/2011.

mercoledì 5 ottobre 2011

Un altro fallimento della politica

Prendiamo atto dalla stampa, con amarezza e soddisfazione allo stesso tempo, che il Ministero dell'Ambiente ha avviato le pratiche per il Commissariamento.

Amarezza perché la politica locale, con le dovute eccezioni, si è rivelata inadeguata ad avviare un percorso di crescita condiviso.
Principale responsabile è l'Assessore Febbo che fino all'ultimo non ha svolto il ruolo del coordinatore, ma quello del sabotatore. Ultimo atto grave: il non aver trasferito al Ministero - nei tempi richiesti - le deliberazioni dei Comuni favorevoli; così come dichiarato alla stampa qualche giorno fa. Anche se sosterrà il contrario e continuerà a scaricare la colpa sui Comuni, il Commissariamento certifica la sua incapacità ad avviare un percorso di crescita verso un futuro sostenibile per la Costa dei Trabocchi e i territori limitrofi.

Soddisfazione perché il Ministero, con la sua decisione, ci dice che il quarto Parco Nazionale dell'Abruzzo sta per nascere.

Ci auguriamo ora che il Commissario sia un "tecnico" interno al Ministero dell'Ambiente e non un "politico" vicino a chi fino ad oggi ha remato contro il Parco, ne ha boicottato l'iter e creato caos. Un tecnico del Ministero che abbia esperienza di Parchi Nazionali e che, non avendo necessità di restare per percepire un cospicuo compenso, abbia interesse a far presto e bene, a non far nascere un Parco "zoppo" per non farlo funzionare. Il nostro territorio se lo merita, troppo tempo è già stato sprecato.

La Costituente VogliAmo il Parco è disponibile e pronta a collaborare col Commissario e spera che tutti gli amministratori locali abbiano finalmente uno scatto di orgoglio e, con un minimo di lungimiranza, partecipino attivamente alla pianificazione ed attuazione di un comune e durevole benessere.

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Non ci stupisce neppure la reazione del rag. Febbo che addirittura minaccia di rivolgersi alla Magistratura oltre ad "invitare le amministrazioni a rispettare sia i ruoli che le competenze e soprattutto a non forzare i tempi".

A noi pare invece che i tempi siano inesorabilmente scaduti senza che venisse fatto quanto dovuto e che il Ministero dell'Ambiente fosse stato chiarissimo nell'indicare il 30 settembre come termine ultimo, come si può notare anche nell'ultimo paragrafo di questa sua comunicazione del 21 settembre che pubblichiamo affinchè ciascuno la possa valutare.

Cliccare sull'immagine per ingrandirla

mercoledì 28 settembre 2011

Il Parco della Costa Teatina (e la Costituente) in un annullo postale



Anche il Parco della Costa Teatina sarà presente alla manifestazione filatelica nazionale Vastophil 2011 che si terrà a Vasto preso il Palazzo d'Avalos nei giorni dal 30 settembre al 2 ottobre. In tale occasione sarà infatti disponibile un annullo speciale della Repubblica di San Marino assieme a una cartolina a tema su cui apporre indirizzo, saluti e francobollo. Dopo l'apposizione dell'annullo speciale, le cartoline potranno essere ritirate sul posto o venire consegnate agli impiegati dello stand che provvederanno a portarle a San Marino per essere inoltrate nel circuito postale ufficiale. Si tratta di un'occasione per conoscere il mondo della filatelia e per utilizzare questo "speciale messaggero" per promuovere il Parco della Costa Teatina con una simpatica curiosità per chi lo riceverà.

mercoledì 21 settembre 2011

Il Parco leopardato e le tartarughe in bicicletta


Ieri in Consiglio Regionale si doveva parlare del comportamento dell'assessore Febbo, ma la maggioranza ha parlato d'altro. Ha presentato la sua idea di Parco: "Un nuovo concetto di Parco, un Parco diffuso, un Parco ad isole". Un Parco che permetta di "non compromettere le attività socio-economiche attuali e future": in altre parole che permetta ai Comuni di continuare a far costruire lungo la costa, compresi resort, posti barca, villette e alberghi. "L'elemento connettivo e la fascia intermedia di questo sistema aperto sarà il tracciato ferroviario (corridoio ecologico)": cominciamo subito col dire che una pista ciclabile su un tracciato ferroviario non potrà mai essere un "corridoio ecologico" a meno che le tartarughe non comincino ad andare in bicicletta.

Il fatto interessante è però che la cartina mostrata era tutt'altro. Non era qualcosa di nuovo, ma il "Progetto speciale territoriale della fascia costiera" redatto dalla Provincia di Chieti nel settembre 2010.

Probabilmente la maggioranza intende far diventare Parco solo le aree segnate in verde ignorando tutto il resto come le "aree di valorizzazione e rigenerazione del paesaggio agricolo costiero" o gli "ambiti di territorio rurale da sottoporre a conservazione e recupero paesaggistico". In tale piano sono addirittura previste politiche di riconversione e delocalizzazione industriale che interessano tra l'altro la Valle del Sangro e l'area di Punta Penna andando ben oltre le richieste di chi vuole il Parco.

La maggioranza regionale ci ha così dato ieri molte informazioni.

La maggioranza ha finalmente abbandonato l'idea di abrogare la legge o di rischiare un vero "referendum" e proporrà comunque una sua perimetrazione.

• La maggioranza nulla conosce dei Parchi e della loro legislazione. Fa eccezione l'assessore Giuliante che sa benissimo che i problemi stanno nell'incapacità di molti politici e nella volontà precisa di altri di impedirne il funzionamento. Lo sa così bene che ha accusato di questo gli ambientalisti che lo fanno "perché vogliono mantenere per sempre le norme di salvaguardia". Affermazione che a prima vista può sembrare puro delirio, ma che invece è la ripetizione di un copione già visto ovunque: addossare spudoratamente e sfacciatamente ad altri le proprie colpe.

L'indecente proposta alternativa al Parco è quella mantenersi le mani libere nelle zone prossime a quelle protette per poi distruggere questo tratto di costa a forza di varianti ai PRG (come già si è cominciato a fare); ma oggi si unisce al danno la beffa, perché si propone di usare i beni comuni costituiti dalle aree protette e da 30 milioni di fondi FAS per gli interessi privati della speculazione presente e futura. Mentre altrove si svalutano terreni e immobili costruendo turbogas, discariche, depositi e magari raffinerie qui li si vuole rivalutare con i soldi pubblici.

• La piantina mostrata da Febbo risponde senz'ombra di dubbio alle sue stesse critiche sul territorio "antropizzato" e con "incerti" valori naturalistici, paesaggistici, ambientali e culturali. Infatti indica con precisione i tantissimi valori della Costa dei Trabocchi e propone sia la via per lo sviluppo del turismo e dell'agricoltura che quella per la sua conservazione per le generazioni future.
Da quella piantina si può trarre facilmente una vera perimetrazione del Parco ed anche una zonizzazione; è anche presente un collegamento con le aree interne che si spinge fino a Lanciano e a Bomba seguendo le linee dismesse della Sangritana.

La buona notizia è dunque quella che il Ministero avrà uno studio ufficiale sul territorio da cui partire per fare rapidamente la perimetrazione; dopo aver inevitabilmente gettato nel cestino l'ultima proposta indecente e leopardata del ragionier Febbo.

mercoledì 14 settembre 2011

Terra bruciata

Per tutta l'estate ci siamo sentiti dire che avrebbero bruciato le riserve.

Questa sera, ultimo di un lungo elenco, è scoppiato un incendio DOLOSO a Punta Aderci.

E' DOLOSO perchè nulla brucia da solo dopo il tramonto.

E' DOLOSO perchè ci sono almeno tre focolai molto distanti e contemporanei.

Pochi vogliono distruggere e lo fanno senza coscienza, senza etica, senza futuro. Ingordi, avari e egoisti. Comandano nell'ombra ed altri appiccano il fuoco perchè gli hanno detto di fare così, indifferenti come chi lancia le pietre dal cavalcavia.

Sanno però di avere già perso e fanno terra bruciata come gli eserciti in fuga.

Stasera vi vogliamo solo augurare che un giorno, negli occhi dei vostri figli, finalmente possiate capire.

Noi saremo altrove, continuando assieme a costruire un mondo migliore, e voi dovrete sputarvi in faccia da soli.