domenica 10 febbraio 2013

A volte ritornano


Alcuni candidati annunciano che - se eletti - la loro azione politica sarà rivolta all’abrogazione della legge del Parco della Costa Teatina. Nel farlo ripetono affermazioni già sentite due anni fa, e a cui abbiamo risposto in un documento che nessuno ci ha ancora contestato. Li invitiamo quindi al piccolo sforzo di leggerlo prima di dire altro. Ci sembra il minimo per chi si candida ad un ruolo così importante. Vogliamo anche informare chi avesse l’intenzione di votarli che - se eletti - rischiano di passare oziosamente gli anni di mandato, seduti però in una carrozza dorata.

Altri esponenti della loro stessa coalizione, di ben maggiore peso politico, anche se di idee altrettanto miopi, hanno infatti promesso con veemenza la stessa cosa negli ultimi dodici anni; non solo senza alcun esito ma anche senza presentare alcun atto formale.

Unica cosa positiva è il loro favore al piano di rigenerazione della Costa Teatina. Forse però non sanno che è stato fatto “nelle more della definizione del Parco Nazionale della Costa Teatina” e che prevede, tra l’altro, per la zona industriale di Punta Penna: “operazioni di delocalizzazione delle attività prossime al mare e di quelle ad alto rischio ambientale”. Un’intenzione in totale contrasto con gli iter autorizzativi in corso proprio in questi giorni.



Dossier Domande e Risposte ovvero le bugie hanno le gambe corte

Il Parco leopardato e le tartarughe in bicicletta

venerdì 26 ottobre 2012

Paura e delirio alla Regione Abruzzo





La regione Abruzzo ha ricevuto un ultimatum dal Ministero sul Parco e l'ha nascosto in un cassetto facendo finta di non vedere.

Il Ministero ha detto alla regione Abruzzo che il Parco a isole è un'idiozia e la regione ha fatto finta di non sentire.

Il Ministero ha mandato la sua proposta di perimetrazione e la regione non ha detto niente a nessuno.

Lo ripetiamo: neppure di fronte alle ripetute e formali richieste del Ministero la regione Abruzzo si è mossa. Non ha fatto quel che doveva fare e cioè chiamare i Comuni interessati per avvertirli e per concordare le eventuali correzioni e integrazioni alla proposta del Ministero.

Preferisce non far nulla per non dire a chi contava su di loro per distruggere il Parco di non essere riuscita nel compito e per non far sapere agli abruzzesi di avergli fatto perdere anni preziosi.

Ma non sono stati neppure capaci di tenere nascosto per più di dieci giorni quest'ultimo tradimento del mandato.

Ecco infatti il comunicato del WWF che - ancora una volta - alza il sipario e li mostra per quel che sono:

Il Ministero dell’Ambiente ha scritto alla Regione chiedendo di pronunciarsi sulla perimetrazione: conto alla rovescia per l’arrivo di un commissario

Il Parco Nazionale della Costa Teatina è stato istituito con l’articolo 8, comma 3, della Legge n. 93/2001. Esiste dunque sulla carta da quella data. Da allora non sono stati sufficienti 11 anni per giungere alla perimetrazione di questa area protetta contro la quale la Regione Abruzzo ha persino presentato un ricorso, perdendolo, alla Corte Costituzionale.
Nel maggio 2010 il Ministero dell’Ambiente ha elaborato una propria proposta di perimetrazione alla quale, di fatto, la Regione Abruzzo non ha dato seguito. A quel punto, di fronte all’immobilismo della Regione, la legge n. 10/2011 aveva fissato al 30 settembre 2011 la data ultima entro la quale istituire il parco. Visti gli ulteriori ritardi accumulati la scadenza è stata posticipata al 31 dicembre 2012. Ma neppure il rischio, ormai imminente, di essere commissariati ha prodotto risultati reali: solo una semplice e poco convincente ipotesi di parco ad isole (le riserve naturali già esistenti) collegate dal tracciato ferroviario…
Oggi siamo a poco più di due mesi dalla scadenza di fine anno e tutto sembra fermo. Non è stata neppure sufficiente la decisa presa di posizione da parte del Direttore Generale della Direzione per la Protezione della Natura e del Mare del Ministero dell’Ambiente che recentemente, durante un convegno organizzato a Pescasseroli, ha chiesto pubblicamente all’Assessore regionale Giuliante quale fosse l’intenzione della Regione Abruzzo in ordine al Parco.
Il WWF è venuto a conoscenza del fatto che circa 10 giorni fa la stessa Direzione Generale per la Protezione della Natura e del Mare del Ministero ha trasmesso una lettera all’Assessorato Pianificazione, tutela e valorizzazione del territorio della Regione nella quale, dopo aver chiarito che la proposizione di un “parco a isole” contrasta con il requisito della continuità territoriale di un’area, essenziale per il raggiungimento del fine della tutela e della conservazione del territorio da proteggere, chiede espressamente alla Regione di pronunciarsi su una perimetrazione allegata alla lettera, basata sulle aree protette già individuate e su reali ambiti di connessione tra di loro.
Su questa base deve aprirsi il confronto tecnico amministrativo per giungere rapidamente a definire la perimetrazione e dare finalmente il via al Parco della Costa Teatina. In caso contrario l’unica strada sarà davvero il commissariamento, per la prima volta in Italia, con una incredibile pessima figura per le strutture regionali.
È arrivato il momento – dichiara il vicepresidente del WWF Italia Dante Caserta - di dare seguito a precisi obblighi di legge. Si è perso tanto tempo grazie anche all’individuazione, come coordinatore del tavolo tecnico regionale per l’istituzione del Parco, dell’Assessore Mauro Febbo al quale va comunque riconosciuta coerenza: è da sempre contrario al Parco e nulla ha fatto per farlo istituire, anzi… La Regione Abruzzo nelle persone del Presidente Chiodi e dei consiglieri della maggioranza che lo sostiene vuole continuare sulla strada percorsa fino ad oggi o vuole finalmente invertire la rotta e dare al nostro territorio uno sviluppo sostenibile? Se non lo faranno, qualcun altro lo farà per loro e non sarà una scelta di cui vantarsi di fronte alla stragrande maggioranza degli abruzzesi, da sempre favorevoli al Parco e allo sviluppo sostenibile che accompagna le aree protette”.








sabato 13 ottobre 2012

Ora Basta!





"79 giorni. Mancano solo 79 giorni al 31 dicembre, quando la Regione Abruzzo e i Comuni coinvolti dovranno presentare al Ministero una proposta completa di perimetrazione. Ma dopo undici anni trascorsi invano nulla ancora si muove. L'ennesimo fallimento della politica regionale è nelle parole del direttore generale del Ministero dell'Ambiente Renato Grimaldi: "Che cosa vogliamo fare, assessore, il Parco della Costa Teatina lo vogliamo istituire oppure lo vogliamo far nascere con il commissario ad acta? Fino ad oggi non c’è stato uno straccio di nuova proposta di perimetrazione e non mi risulta che il tavolo di concertazione sia stato riavviato. Il Parco Nazionale della Costa teatina rischia a questo punto di diventare davvero l’unico Parco nella storia italiana a nascere con il commissario. L’Abruzzo che si vanta di essere la regione verde dei parchi, non ci sta facendo una bella figura. Quindi, fate sapere qualcosa a questo ministero...".

Il Parco non è quello “ad isole” collegato da una pista ciclabile pensata come infrastruttura pagata e mantenuta con i soldi pubblici ma di servizio per investimenti privati: palazzacci, ville, alberghi e resort di lusso vista mare… E non è quello traforato per la corsa agli idrocarburi nell’Italia paradiso dei petrolieri: poco petrolio e poco gas, velenosi ma praticamente gratis.

Con il Parco nessuno potrà illudersi di fare affari sull'ex tracciato e nessuno potrà pensare di trivellare infischiandosene dei diritti e della salute degli abruzzesi: è questa – denunciamo con forza - la principale ragione che ha che ha riunito affaristi (e politici con loro sodali) di tutti i colori nel fronte anti-Parco.

Ci dicevano che il Parco sarebbe stato un impedimento alla crescita economica, oggi si comincia a riconoscere che la crescita è definitivamente dietro di noi. Ma neppure la lacerante crisi che gli abruzzesi stanno vivendo riesce spingere la classe politica regionale alla ricerca di risorse e risposte nuove per uscirne.

Mancano solo 79 giorni.

Sono passati undici anni e siamo ancora al punto di partenza, ma con un territorio molto più degradato. Parco e pista ciclabile sono solo spot pubblicitari per non fare niente; niente per i fiumi e per il mare che li riceve; niente per l'aria; niente per evitare ulteriori dissesti idrogeologici: si continua imperterriti a costruire laddove già si sa che arriverà il mare o l'acqua dei fiumi preparando futuri esborsi a danno della collettività per il vantaggio di pochi.

Mancano solo 79 giorni, il tempo è scaduto. La Costituente per il Parco Nazionale della Costa Teatina invita la Regione ad attivarsi immediatamente per recuperare l'inerzia e la passività di questi undici anni, così da presentarsi preparati alla scadenza del 31 dicembre. L'Assessore Febbo si dimetta e passi la mano a qualcun'altro smettendola di contrastare l'incarico che gli è stato così malamente assegnato. Si convochi immediatamente il tavolo regionale esplicitamente richiesto dal dott. Grimaldi. I sindaci si facciano promotori in tutte le sedi istituzionali di iniziative che vadano in tale direzione, con la consapevolezza che tutto ciò che graviterà all'interno del parco potrà usufruire di finanziamenti, e di un marchio invidiabile. L'Unione Europea nel 2014 punterà diritto sull'ambiente, non per fede ambientalista, ma semplicemente per cercare di salvare il pianeta.

Siamo stufi di sentire fantasie e falsità.

Non vogliamo accettare passivamente riduzione di diritti e svendita dei beni comuni con la prospettiva di ritrovarci a breve comunque senza denaro ma anche senza nulla su cui contare. Non un bosco, una spiaggia, una sorgente, una strada, una scuola o un ospedale.

Vogliamo riprogettare un'economia che metta in primo piano il miglioramento della qualità della vita.

Lo abbiamo detto e lo ripetiamo sempre più forte a una classe politica che non sa guardare oltre il presente e gli interessi particolari: il futuro passa attraverso il modello sociale del Parco, attraverso la gestione sostenibile delle risorse locali per il benessere delle comunità. Il Parco rappresenta l'interesse collettivo che supera i confini temporali del presente e gli interessi elettorali di una politica incapace.

Il 31 dicembre saranno passati 4289 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale della legge 93/01 istitutiva del Parco. Un bambino con la stessa età oggi sarebbe già in quinta elementare. Quanto tempo è stato perso! Quante occasioni sono state buttate al vento!

Gli abruzzesi vogliono il Parco e non vogliono aspettare più. Dopo 4289 giorni la loro pazienza è finita".

lunedì 13 agosto 2012

Primo Festival del Parco Nazionale della Costa Teatina


Il Comune di Vasto organizza il primo Festival del Parco della Costa Teatina nei giorni 15-16-17 agosto.

La Costituente ha collaborato all'organizzazione e gestirà alcuni gazebo informativi.

Qui trovate altre informazioni e qui la brochure col programma.

In giorni in cui la nostra costa rischia di essere persa per sempre tra cemento, industrie insalubri e petrolio, questo è comunque un buon segno.

Buon ferragosto a tutti

giovedì 21 giugno 2012

Nuovo intervento della Conferenza Episcopale Abruzzese-Molisana


Ad un anno dal mio precedente intervento ("Parco Nazionale della Costa Teatina: un luogo per custodire in Abruzzo il futuro della creazione"), intendo ancora raccogliere sollecitazioni e riflessioni di tante persone, uomini e donne, che hanno a cuore la salvaguardia del Creato e cercano di prendersi cura della terra nella quale viviamo.

Più di un anno fa, il 7 maggio 2011, migliaia di persone si sono ritrovate a Termoli insieme al compianto Lucio Dalla, che come tanti ha prestato la sua voce e la sua persona con generosità e impegno, per difendere le coste abruzzesi e molisane dalla minaccia delle trivelle petrolifere. Da allora, varie sono state le occasioni e le speranze che, anche di recente, sono cresciute e che sembrano andare nella giusta direzione: uno sviluppo sostenibile che custodisca e valorizzi le nostre terre, i nostri mari, la nostra gente.

Pochi mesi fa, in Abruzzo, la Commissione Regionale sulla Valutazione d'Impatto Ambientale ha bocciato un impianto di estrazione della multinazionale Forest Oil sul lago di Bomba: una bocciatura che ha reso giustizia e ha coronato la mobilitazione, fatta in questi ultimi anni, di migliaia di cittadini, associazioni, movimenti e istituzioni, volta a salvare questo posto dalla distruzione. Auspico che la politica e coloro che hanno a cuore il bene comune s'impegnino a difendere questa importante vittoria della società civile e che in nessun modo possa essere sovvertita in alcuna sede la decisione delle istituzioni e il comune sentire della popolazione (come tenta di fare il recente ricorso amministrativo della stessa azienda). In un momento come questo, di gravissima crisi economica e sociale, non è più accettabile proseguire secondo un modello economico devastante a livello ambientale e sociale. Bisogna avere il coraggio di dire "no" a chi considera il profitto più importante della persona: è lo stesso magistero sociale della Chiesa ad insegnarlo, indicando questa come strada da seguire, aperta alla partecipazione di tutti: "L’esclusivo obiettivo del profitto, se mal prodotto e senza il bene comune come fine ultimo, rischia di distruggere ricchezza e creare povertà. Lo sviluppo economico che auspicava Paolo VI doveva essere tale da produrre una crescita reale, estensibile a tutti e concretamente sostenibile" (cf. Benedetto XVI, "Caritas in veritate", n. 21).

In un modello economico basato su equità e rispetto si inserisce la promozione di Parchi Naturali e Aree Protette: il turismo naturalistico, l'agricoltura biologica e sostenibile, i percorsi di valorizzazione di paesi e tradizioni locali, offrono tantissime possibilità per un'economia sana e capace di futuro. I Parchi sono anche l'alternativa più radicale e definitiva a quella che è stata definita la "deriva petrolifera" locale: lo dimostra, in Abruzzo, il fortissimo anelito della società civile e degli amministratori più lungimiranti e attenti verso l'istituzione, scandalosamente attesa da troppi anni e frenata dalla volontà di amministratori e politici centrati sugli interessi più egoistici e particolari, del Parco Nazionale della Costa Teatina. Ancora una volta si vuol alzare forte la voce per chiedere l'istituzione di questo nuovo Parco, senza ulteriori e immotivate proroghe, senza accomodamenti interessati e ipocriti.

Rimane dovere di tutti i cittadini, e in particolar modo dei credenti, sostenere la difesa del Creato dalle terribili minacce che vi incombono, come gli impianti petroliferi e, in generale, i vari progetti per l'estrazione, la lavorazione e lo stoccaggio di idrocarburi che da anni hanno preso di mira le nostre Regioni e che  continuano tristemente ad operare (l'ultimo allarme della prof.a Maria Rita D'Orsogna, cui mi associo ancora pienamente, è solo di qualche giorno fa). Per quanto mi compete, l'Ufficio Regionale di Pastorale Sociale si impegna a sostenere ogni azione della società civile volta a difendere e valorizzare realmente il nostro territorio, bene comune e condiviso, dono di Dio per l'umanità tutta e per le generazioni future.

don Carmine Miccoli

Coordinatore Regionale dell'Ufficio di Pastorale Sociale CEAM

lunedì 27 febbraio 2012

Un Senatore siciliano contro il Parco della Costa Teatina

Inserisci linkZitto zitto, qualcuno ha giocato la carta della disperazione.

Il giorno 15 febbraio 2012 è stato approvato dal Senato della Repubblica questo comma:

«1-bis. All’articolo 2, comma 3-bis, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, le parole: "30 settembre 2011" sono sostituite dalle seguenti: "31 dicembre 2012";»

Vuol dire semplicemente che i termini per l'istituzione del Parco Nazionale della Costa Teatina sono stati riaperti e spostati alla fine di quest'anno.

In questi tempi in Parlamento gli emendamenti sono razionati: un po' al PDL, un po' al PD e un pochino all'UDC. Sono merce preziosa ed è difficile credere che ne sia stato speso uno per far contenti i cacciatori e qualche contadino.

E' invece una dichiarazione di guerra agli abruzzesi: togliere a tutti per far arricchire pochi.


Ci sarà da lavorare nei prossimi 10 mesi; per ora ecco il comunicato della Costituente a riguardo.

UNA PROROGA CHE CI LASCIA INTERDETTI E DELUSI. L'ISTITUZIONE DEL PARCO È UNA SPERANZA SOPRATTUTTO PER LE NUOVE GENERAZIONI, SENZA NEANCHE BISOGNO DI INVESTIMENTI LOCALI. QUESTA CLASSE POLITICA NON È DISPOSTA A CONCEDERE NEMMENO LA SPERANZA.


La Costituente per il Parco Nazionale della Costa Teatina apprende con amarezza, sconcerto e delusione che il Parlamento, nel cosiddetto decreto mille proroghe, ha rinviato al 31 dicembre 2012 l’istituzione del Parco: questa incredibile nuova proroga danneggia profondamente la Costa Teatina e i suoi migliori progetti. Sono passati 12 anni dalla legge istitutiva del Parco, un tempo lunghissimo che non ha precedenti nella storia delle Aree Protette Italiane, e probabilmente europee e mondiali.

Siano di monito le forti parole espresse l'anno scorso dalla Chiesa Locale, che oggi facciamo nostre e torniamo a ripetere: "gli amministratori locali e regionali e tutti coloro che hanno a cuore le sorti del bene comune e del futuro della nostra terra, scelgano ciò che è moralmente doveroso e responsabile, rompendo presto ogni indugio: si completi il prima possibile l'istituzione del Parco Nazionale della Costa Teatina, si scaccino definitivamente interessi egoistici e falsamente rappresentativi, si abbia il coraggio di scelte forti e lungimiranti per la vita piena del nostro Abruzzo".

Il rinviare continuamente l'istituzione del Parco Nazionale è ancor più grave alla luce di tante minacce che incombono sull'integrità della Costa Teatina: industrie insalubri, piattaforme petrolifere, nuove cementificazione e altro. Colpire al cuore il futuro Parco e con esso le economie che ne trarrebbero innegabile vantaggio in questa crisi, non è accettabile. Il tempo che si sta perdendo sarà l'occasione per danneggiare l'integrità della Costa Teatina, un luogo amatissimo da tutti gli abruzzesi. Sarà per questo che il rinvio di una decisione attesa da tutti gli abruzzesi lungimiranti non l’ha firmata un deputato locale (si ricordino le retrograde posizioni contro l’area protetta espresse dal senatore Di Stefano) ma il senatore D'Alì, dalla lontana Sicilia.

Chiediamo a tutta la classe politica abruzzese di difendere la propria terra, e i veri interessi di chi li ha eletti, chiediamo che i parlamentari, i senatori, i sindaci, la provincia, con in testa la Regione si muovano con celerità e rispetto delle intelligenze. La proroga è deleteria, ma è comunque soltanto un rinvio. Restano dieci mesi per perseguire i veri interessi anche economici degli abruzzesi,. In questi dieci mesi politici e amministratori sono chiamati a porre in essere tutte le strategie possibili per salvaguardare la costa teatina e per predisporre ogni cosa in modo che a fine anno il Parco prenda finalmente vita, senza ulteriori indugi. Non ci piace, ma è soltanto una proroga e la politica locale ne tenga conto schierandosi finalmente compatta a difesa dei veri interessi degli abruzzesi. È l’unica strada per ridare speranza a un territorio oggi in grevissime difficoltà anche per le dissennate scelte del passato. Basta teatrini, basta menzogne. “Si abbia il coraggio di scelte forti e lungimiranti per la vita del nostro Abruzzo”.